Plasma iperimmune: Prima revisione sistematica

Gli studi  suggeriscono che il plasma potrebbe ridurre

la mortalità nei pazienti con COVID-19 gravi.

 

 

Da diversi giorni, si sta dando ampio risalto alla terapia con plasma iperimmune sperimentata presso l'ospedale di Mantova e il Policlinico San Matteo di Pavia a pazienti ricoverati con forme severe di COVID-19.
Da quanto si apprende dalla stampa, la terapia con plasma avrebbe azzerato i decessi e migliorato le condizioni dei pazienti.

Poichè i dati raccolti sono ancora in fase di studio, può venirci in aiuto nella comprensione la prima revisione sistematica, sulle pubblicazioni finora effettuate, per verificare l'efficacia di tale terapia (dati al 19/04/2020).

La revisione, su 5 studi trovati, ha portato a queste conclusioni:

(1) Il plasma iperimmune può ridurre la mortalità nei pazienti con forme severe.

(2) È stato osservato un aumento degli anticorpi neutralizzanti e la scomparsa dell'RNA SARS-CoV-2 in quasi tutti i pazienti trattati.

(3) Miglioramento dei sintomi clinici dopo la somministrazione del plasma iperimmune.

Sulla base di tali dati, la terapia appare sicura, clinicamente efficace e riduce la mortalità.

Nelle loro conclusioni gli autori ammettono che per ora le evidenze sono limitate e ritengono che si debbano condurre studi clinici randomizzati e controllati, ben disegnati e con ampia casistica.

La prudenza è d'obbligo, almeno fino a quando non saranno pubblicati i risultati degli studi attualmente in corso.

Unico ostacolo a tale trattamento potrebbe essere dovuto alla reperibilità del plasma iperimmune (che viene ricavato da pazienti guariti dal coronavirus).

 

Bibliografia

Rajendran K et al. Convalescent plasma transfusion for the treatment of COVID-19: Systematic review. J Med Virol 2020, May 1.